Il film “Menocchio” (Italia/Romania, 2018, 104’), dramma storico di Alberto Fasulo realizzato con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e della Friuli Venezia Giulia Film Commission, in programmazione al cinema Ariston, sarà proiettato domenica 11 novembre alle ore 17.00 con presentazione degli storici Giuliana Ancona e Dario Visintin (Centro di Ricerca sull’Inquisizione dell’Università di Trieste).
Il film si avvale delle consulenze storiche, scientifiche e letterarie di Andrea Del Col, Gian Paolo Gri, Aldo Colonnello, Rosanna Paroni Bertoja e del Circolo Culturale Menocchio; la ricerca storiografica è basata sull’opera “Domenico Scandella detto Menocchio. I processi dell’Inquisizione 1583‐1599” di Andrea Del Col.
Presentato in concorso al 71° Festival di Locarno e vincitore del Gran Prix du Jury all’Annecy Cinéma Italien, “Menocchio” è prodotto da Nefertiti Film con Rai Cinema ed è stato realizzato con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, della Friuli Venezia Giulia Film Commission, del MIBAC, della Trentino Film Commission e del CNC.

Italia. Fine 1500. La Chiesa Cattolica Romana, sentendosi minacciata nella sua egemonia dalla Riforma Protestante, sferra la prima sistematica guerra ideologica di uno Stato per il controllo totale delle coscienze. Il nuovo confessionale, disegnato proprio in questi anni, si trasforma da luogo di consolazione delle anime a tribunale della mente. Ascoltare, spiare e denunciare il prossimo diventano pratiche obbligatorie, pena: la scomunica, il carcere o il rogo. Menocchio, vecchio, cocciuto mugnaio autodidatta di un piccolo villaggio sperduto fra i monti del Friuli, decide di ribellarsi. Ricercato per eresia, non dà ascolto alle suppliche di amici e famigliari e invece di fuggire o patteggiare, affronta il processo. Non è solo stanco di soprusi, abusi, tasse, ingiustizie. In quanto uomo, Menocchio è genuinamente convinto di essere uguale ai vescovi, agli inquisitori e persino al Papa, tanto che nel suo intimo spera, sente e crede di poterli riconvertire a un ideale di povertà e amore.