Il film concerto “PIANI PARALLELI | (dalla) Suite per quartetto Jazz e orchestra d’archi di Giovanni Mazzarino” (Italia, 2016, 92’) di Gianni Di Capua sarà proiettato venerdì 24 novembre alle ore 21 al Cinema Ariston alla presenza del regista: il film celebra i 50 anni di età e i 30 di carriera di uno dei più importanti compositori jazz del panorama contemporaneo, il pianista siciliano Giovanni Mazzarino.

Sacile, la città-porta del Friuli nel pordenonese, nell’area della fabbrica di pianoforti, sorge la Fazioli Concert Hall trasformata per l’occasione nel set per la registrazione di PIANIPARALLELI, una Suite per quartetto jazz e orchestra d’archi del compositore e pianista siciliano Giovanni Mazzarino. Per il musicista il Jazz è soprattutto un momento di grande integrazione e dove c’è integrazione c’è la possibilità di raccontare e raccontarsi; egli s’intrattiene, così, in un dialogo intimo con la propria musica e coi musicisti chiamati ad interpretarla scelti tra coloro che lo hanno affiancato nelle sua già lunga carriera di musicista: il grande contrabbassista e compositore statunitense Steve Swallow, Adam Nussbaum considerato tra i migliori percussionisti di oggi e il trombettista italiano oramai internazionalmente noto Fabrizio Bosso, che in questa occasione fonde le sonorità virtuosistiche del proprio strumento nei raffinati arrangiamenti di Paolo Silvestri, quest’ultimo anche alla direzione dell’orchestra d’archi Accademia Arrigoni. Musicisti dalle caratteristiche peculiari che apportano sensibilità e opportunità di confronto che la cinepresa documenta affiancando il processo creativo musicale rivelando infine un’opera composita, impregnata dalle suggestioni provenienti dalla terra di origine dell’eclettico compositore, forgiata dalle tradizioni musicali più disparate.

Una musica del mondo che scorre sul movimento del piano sequenza, esaltazione filmica dell’unità tripartitica di luogo, tempo e azione, messa in atto di equivalenze fra il linguaggio delle immagini e quello dei suoni dove l’ultima nota in chiusura del film, eseguita dall’insieme strumentale ora immobile, riverbera nel chiaroscuro della Fazioli Concert Hall evocando un tempo sospeso che il cinema consegna, perché ne ha la prerogativa, al suo essere di nuovo, epifania dell’istante, anima del Jazz.