Il Festival del Cine Español, fondato 11 anni fa da EXIT Media, porta
per la terza volta a Trieste all’Ariston una selezione dei film più
amati e premiati della stagione cinematografica spagnola e
latinoamericana: titoli che riflettono al meglio modelli produttivi
totalmente diversi tra loro, uniti da un preciso filo rosso, fatto di
libertà espressiva al servizio della storia, spaziando dalla commedia
al noir, passando per il western e il thriller. Dopo aver celebrato a
Roma l’undicesima edizione, il Festival si trasforma come sempre in
manifestazione itinerante, arrivando così al Cinema Ariston dal 23 al
25 maggio: il programma del Festival del Cine Español presenta sei
titoli inediti in Italia in versione originale spagnola sottotitolata
nell’arco di tre serate, organizzate in collaborazione con La Cappella
Underground, alle quali saranno presenti i curatori Iris
Martín-Peralta e Federico Sartori.

Apre la rassegna mercoledì 23 maggio alle ore 18.30 il film “Incerta
glòria” (Spagna 2017, 115’) di Agustí Villaronga, con Marcel Borrás,
Nuria Prims, Oriol Pla, Bruna Cusí, Luisa Gavasa, Terele Pávez. Il
film, adattamento dell’omonimo romanzo di Joan Sales, scritto nel 1954
e diventato un classico della letteratura catalana, segna il ritorno
di Villaronga alla Guerra Civil española dopo il pluripremiato “Pa
negre”. La Guerra Civile spagnola è lo scenario oscuro, morboso e
caotico in cui i suoi tormentati personaggi sopravvivono: l’atmosfera,
i costumi e le location ritraggono fedelmente quei giorni di sangue e
furia, anche se la macchina da presa non ci porta in battaglia, ma nei
paesi circostanti, per vedere come la crudeltà cainesca abbia
infettato i loro abitanti. Sono poi i personaggi l’asse su cui ruota
l’azione del film. Lluís è un giovane militare repubblicano destinato
a un periodo di inattività al fronte aragonese: lì conosce e
s’invaghisce di una donna matura, Carlana, che non esiterà a
strumentalizzare il ragazzo per diventare la donna più ricca della
regione.
Nella stessa serata, mercoledì 23 maggio alle ore 21.00 in calendario
“Contratiempo” (Spagna 2016, 104’) di Oriol Paulo: il regista Oriol
Paulo firma un nuovo sorprendente thriller, in cui ogni atmosfera,
ogni colpo di scena o elemento nascosto stravolgono le aspettative
dello spettatore, per condurlo a un risultato che lascia a bocca
aperta. Al centro della scena Adrián Doria (Mario Casas), giovane
businessman di successo, che si risveglia in una camera d’albergo
assieme al cadavere della propria ragazza, Laura (Bárbara Lennie), una
fotografa di moda. Lui si dice innocente ma è accusato di omicidio:
decide quindi di ricorrere ai servizi di Virginia Goodman (Ana
Wagener), donna tutto d’un pezzo, avvocato di altissimo rango, la
migliore in fatto di preparazione di testimoni davanti a una corte.
Durante quella lunga notte, i due si confrontano, scavano nelle pieghe
dei ricordi per trovare un dettaglio che possa scagionarlo. E se
all’inizio il ragazzo tende a mentire per salvaguardare il suo status
e la sua famiglia, ben presto si troverà costretto a dire tutta la
verità.

Si prosegue giovedì 24 maggio alle ore 18.30 con “La educacion del
Rey” (Argentina 2017, 95’) di Santiago Esteves, con Germán de Silva,
Jorge Prado, Mario Jara, Matías Encinas, Esteban Lamothe. Premio “Cine
en Construcción” al Festival di San Sebastián 2017, il film è un noir
che mostra tutta la vitalità del cinema argentino contemporaneo.
Reynaldo, alias “El Rey”, è un ragazzo che viene introdotto dal
fratello nella Mala di Mendoza. Qualcosa va storto però la notte in
cui El Rey è chiamato a far un colpo in un ufficio notarile scatta
l’allarme. I suoi due complici vengono catturati da una volante, lui
con la refurtiva in tasca riesce a scappare sui tetti. Nella fuga cade
in un giardino distruggendo una serra. Il padrone di casa, Vargas, una
guardia giurata in pensione, lo ammanetta ma istintivamente gli da
riparo. Il mattino seguente, gli propone un accordo: non lo denuncerà
alle autorità a cambio che lui ripari ciò che ha rotto in giardino.
Gli insegnamenti che Vargas darà al giovane, faranno sbocciare una
relazione che rimanda alle antiche leggende sulla formazione che
veniva impartita ai sovrani.
Il secondo film della serata giovedì 24 maggio alle ore 21.00, è
“Demonios tus ojos” (Spagna/Colombia 2017, 94’) di Pedro Aguilera.
Presentato al Festival di Rotterdam e premiato a Málaga 2017, ha come
protagonisti Ivana Baquero (la bambina di “Il labirinto del fauno” di
Guillermo del Toro) che interpreta Aurora, una giovane molto attraente
e fotogenica, e Julio Perillán, un volto da tenere d’occhio, che
incarna Oliver, un personaggio cupo e decadente, ma al tempo stesso
affascinante: un fratello maggiore intrigante che disseziona, consuma
e guarda il mondo attraverso le immagini captate dalla sua
videocamera, e che un giorno scopre qualcosa su internet che cambia la
percezione che fino allora aveva avuto di sua sorella. Da quel
momento, il suo rapporto con lei prenderà una piega poco etica, dove
la manipolazione e l’invasione saranno tanto sottili e ricercate
quanto pericolose e abusive. Ottimo “cinema scomodo”, che non teme il
confronto col tabù.

Il programma di venerdì 25 maggio presenta alle ore 18.30 il vincitore
del Premio Oscar 2018 come Miglior film in lingua straniera, “Una
mujer fantástica” (Una donna fantastica, Cile 2017, 104’) di Sebastián
Lelio, con Daniela Vega, Francisco Reyes, Luis Gnecco, Aline
Küppenheim, Amparo Noguera. Film affascinante che trascende i generi,
e trasuda critica sociale pungente sulla crudeltà della
discriminazione, anche nei confronti di persone vulnerabili. Il nuovo
dramma dell’autore cileno narra di Marina, la donna fantastica del
titolo, cantante transgender che dopo la perdita dell’amante affronta
gli attacchi irosi di una società intollerante e conservatrice. Il
film si apre con la maestosa bellezza delle cascate dell’Iguazú: è la
bellezza dello stato di natura senza freni nè condizionamenti, è
Marina, interpretata in modo straziante da Daniela Vega, encomiabile e
semplicemente perfetta. Ma è anche il torrente di disprezzo e stizza
che si scatena sulla vita di una persona travolta improvvisamente dal
caos, eppur capace di riaffermare la propria identità bruciante
attualità.
Chiusura di rassegna venerdì 25 maggio presenta alle ore 21.00 con “El
autor” (Spagna/Messico 2017, 110’) di Manuel Martín-Cuenca. Un
magnifico Javier Gutiérrez (premiato nuovamente ai Goya come Miglior
attore dopo “La isla mínima”) è il protagonista assoluto del film
incarnando Álvaro, un povero disgraziato, impiegato di studio
notarile, che sogna di diventare uno scrittore, ma uno scrittore
serio, profondo e applaudito dalla critica: che i posteri lo ricordino
come qualcuno che ha creato un’opera letteraria unica e irripetibile.
Per questo, frequenta da anni seminari e conferenze di scrittura
creativa, come quelle impartite dal professor Juan (Antonio de la
Torre), che però in lui non vede traccia di talento: per Álvaro non
c’è futuro. E le cose si fanno complicate, per di più, quando alla
moglie Amanda (María León) cominciano a piovere riconoscimenti dopo la
pubblicazione del suo romanzo rosa, divenuto immediatamente un
best-seller.

Il festival, organizzato da EXIT media e diretto da Iris
Martín-Peralta e Federico Sartori, riceve il sostegno dalle maggiori
istituzioni spagnole: Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna,
Acción Cultural Española, Ufficio del Turismo Spagnolo, Reale
Accademia di Spagna a Roma e Istituto Cervantes Italia.