Il Festival del Cine Español, fondato 12 anni fa e organizzato da EXIT
Media, porta per la quarta volta a Trieste al cinema Ariston una
selezione dei film più amati e premiati della più recente stagione
cinematografica spagnola e latinoamericana: la rassegna riflette
l’eterogeneità e la vivacità del settore, dando particolare spazio
alle migliori opere prime e seconde dell’ultima stagione, alle
cineaste, al cinema trasversale, in grado di convogliare in sé altre
arti, come la danza. Dopo aver celebrato a Roma la sua dodicesima
edizione, il Festival si trasforma come sempre in manifestazione
itinerante, e arriva così all’Ariston dal 3 al 5 dicembre: il
programma del Festival del Cine Español presenta sei titoli in
versione originale spagnola sottotitolata nell’arco di tre serate,
organizzate in collaborazione con La Cappella Underground.

Apre la rassegna martedì 3 dicembre alle ore 18.30 il film “LAS
DISTANCIAS” (La distanza) di Elena Trapé (Spagna, 2018, 100′). “Le
distanze”, ovvero il tentativo di recuperare un’amicizia, un’intimità
che appare lontana. Da questa necessità è mossa Olivia che convince
alcuni amici a fare una visita a sorpresa a Comas, il loro compagno
all’università che da qualche mese si è trasferito a Berlino per
cercare lavoro. Che ne è di lui? È letteralmente sparito! A prima
vista sembra che le cose gli vadano a gonfie vele. Ma il fatto è che
la distanza tra loro e il vecchio amico non è solo geografica: è lo
scarto tra quel che si pensa di conoscere di una persona e quel che ci
si trova davanti. Acuto ritratto generazionale di Elena Trapé che
trionfa al festival di Malaga 2018: Miglior Film, Miglior Regia e
Miglior Attrice protagonista (Alexandra Jiménez).

Nella stessa serata, martedì 3 dicembre alle ore 21.00 in calendario
“YULI” (Yuli – danza e libertà) di Icíar Bollaín
(Spagna/GB/Germania/Cuba, 2018, 110′). L’incredibile parabola di
Carlos Acosta, in arte Yuli, una leggenda vivente della danza che da
piccolo si rifiutava di ballare. Obbligato dal padre che vuole dargli
un’opportunità per voltare le spalle alla povertà che attanaglia Cuba
dopo decenni di embargo, Yuli giunge al successo mondiale divenendo un
performer paragonato per grazia e capacità tecniche a miti quali
Nureyev e Baryshnikov. Miglior sceneggiatura a San Sebastian per Paul
Laverty (abituale collaboratore di Ken Loach), il nuovo film di Icíar
Bollain è carico di lirismo ed energia per tracciare la storia di un
uomo capace di sprigionare il proprio talento in un mondo e in un
tempo a lui profondamente ostili.

Si prosegue mercoledì 4 dicembre alle ore 18.30 con “MATAR A JESÚS”
(Uccidere Jesus) di Laura Mora (Colombia, 2018, 95′). Medellin,
Colombia. Una mattina di ritorno dall’università, la vita della
giovane Paula viene sconvolta da due ragazzi che freddano il padre con
un colpo di pistola. La polizia lenta e burocratica non dà risposte e
molla le indagini: tutto sembra perduto. Fino a quando una sera Paula
non incrocia uno dei sicari. Gli si avvicina: il ragazzo si chiama
Jesús, parla lo slang dei bassifondi e non sospetta minimamente nulla.
Cominciano a frequentarsi, per Jesús portare in giro una come Paula,
misteriosa e di buona famiglia, è più che una medaglia al petto…
L’opera seconda di Laura Mora, astro nascente del nuovo cinema
colombiano, è un viaggio agli inferi autobiografico: un noir che
sfocia in una lucida riflessione sui meccanismi che muovono la
metropoli.

Il secondo film della serata, mercoledì 4 dicembre alle ore 21.00, è
“MUCHOS HIJOS, UN MONO Y UN CASTILLO” (Molti figli, una scimmia e un
castello) di Gustavo Salmerón (Spagna, 2018, 90′). L’esilarante opera
prima di Gustavo Salmerón, campione d’incassi in patria, ha come
protagonista la madre Julita, matrona verace e straripante, oramai
elevata ad autentico personaggio-cult. La storia si trasforma in una
vera caccia al tesoro quando il più giovane dei figli scopre che sua
madre ha perso la vertebra della bisnonna, conservata come reliquia
per tre generazioni. Viaggio surreale tra oggetti, cimeli, personaggi
e aneddoti assurdi che raccontano la Spagna di ieri e al contempo
offrono un’istantanea della Spagna di oggi. Premio Goya 2018 come
Miglior Documentario e Miglior Film a Karlovy Vary: un film adorato da
Almodóvar, immancabile.

Il programma di giovedì 5 dicembre presenta alle ore 18.30 “MUDAR LA
PIEL” (Cambiare pelle) di Ana Schulz e Cristóbal Fernández (Spagna,
2018, 89′). Juan Gutiérrez, filosofo e ingegnere, fu mediatore di pace
fra l’ETA (forza d’opposizione armata per l’indipendenza dei Paesi
Baschi) e il governo spagnolo negli anni ’80; Roberto Flórez fu il suo
braccio destro, e assieme condivisero anni di battaglia per il
processo di pace. Un’amicizia di ferro, profonda, ma avvolta da un
fitto mistero: alla fine degli anni ‘90 infatti Flórez sparisce senza
preavviso, senza lasciar traccia di sé. Risulta subito chiaro che era
un infiltrato sotto false spoglie. Era un agente dei Servizi Segreti?
Chi era in realtà Roberto? Autentica perla dell’ultimo cinema spagnolo
indipendente, capace di mutare da documentario storico-familiare a
thriller di spionaggio. Rivelazione assoluta, in concorso a Locarno.

Chiusura di rassegna giovedì 5 dicembre alle ore 21.00 con “CARMEN Y
LOLA” (Carmen e Lola) di Arantxa Echevarría (Spagna, 2018, 103′).
Premio Goya come Miglior opera prima e come Miglior attrice non
protagonista (Carolina Yuste), l’esordio di Arantxa Echevarría è la
storia di Carmen, una ragazza che appartiene a una comunità di gitani
nei sobborghi di Madrid. Come tutte le giovani donne della comunità, è
destinata a riprodurre uno schema che si ripete di generazione in
generazione: sposarsi presto e crescere il maggior numero di bambini
possibile. Fino al giorno in cui incontra Lola, gitana come lei, ma
per nulla rassegnata a quel destino. Tra le due ragazze sboccia una
complicità che le proietta in un mondo proibito. Il loro amore è una
bomba ad orologeria. Potente favola gitana, applauditissima alla
Quinzaine des Réalisateurs 2018 del Festival di Cannes.

Il festival, organizzato da EXIT media e diretto da Iris
Martín-Peralta e Federico Sartori, riceve il sostegno dalle maggiori
istituzioni spagnole: Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna,
Acción Cultural Española, Ufficio del Turismo Spagnolo, Reale
Accademia di Spagna a Roma e Istituto Cervantes Italia.