Il nuovo film di Roberto Minervini “CHE FARE QUANDO IL MONDO È IN
FIAMME? |WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE?”
(Italia/USA/Francia 2018, b/n, 106′), presentato in concorso a Venezia
2018 e distribuito da Valmyn in collaborazione con la Cineteca di
Bologna, sarà in programma in prima visione al cinema Ariston solo per
due giorni, lunedì 13 e martedì 14 maggio alle ore 19.00 e 21.00, in
versione originale sottotitolata.

Estate 2017, una serie di brutali uccisioni di giovani afroamericani
per mano della polizia scuote gli Stati Uniti. Una comunità nera del
Sud americano affronta gli effetti persistenti del passato cercando di
sopravvivere in un paese che non è dalla parte della sua gente.
Intanto le Black Panther organizzano una manifestazione di protesta
contro la brutalità della polizia. Una riflessione sul concetto di
razza in America dal regista di “Louisiana (The Other Side)” e “Stop
the Pounding Heart”.

“Nei miei film precedenti” – spiega Roberto Minervini – “ho raccontato
storie del Sud americano che si sono svolte in forme inaspettate sotto
i miei occhi. Ho documentato aree dell’America di oggi dove i semi
della rabbia reazionaria e anti-istituzionale (cui il paese deve la
presidenza di Donald Trump) erano già stati piantati, anche se in
pochi si erano presi la briga di accorgersene. Questa volta ho voluto
scavare ancora più a fondo, alle radici della disuguaglianza sociale
nell’America di oggi, concentrandomi sulla condizione degli
afroamericani. Lavorando con diverse comunità africane americane della
Louisiana meridionale, siamo riusciti ad avere accesso a quartieri e
comunità di New Orleans off-limits per i più. Mi sono presto reso
conto che la maggior parte delle persone era stata segnata da due
pagine drammatiche della storia recente – le conseguenze dell’uragano
Katrina del 2005 e l’uccisione di Alton Sterling per mano della
polizia nel 2016 –, riconducibili entrambe alla negligenza
istituzionale, alle disparità sociali ed economiche, al forte razzismo
endemico. Mossa dalla collera e dalla paura, la gente cercava
un’occasione per raccontare a voce alta le proprie storie. La mia
speranza è che il film susciti un dibattito necessario sulle attuali
condizioni dei neri americani che, oggi più che mai, assistono
all’intensificarsi di politiche discriminatorie e crimini motivati
dall’odio”.