Dopo il grande successo della proiezione in anteprima, il documentario
“THE COMMUNITY – ORDINARY SERBIAN LIFE IN TRIESTE” (Italia, 2018, 62′)
di Alessio Bozzer (“Trieste Yugoslavia”), sarà proiettato al cinema
Ariston, in Viale R. Gessi n. 14 a Trieste, giovedì 14 febbraio alle
ore 17.00 alla presenza del regista, con ulteriore replica lunedì 25
febbraio alle ore 21.00. Il film, realizzato con il contributo del
Fondo Audiovisivo FVG e di FVG Film Commission, è prodotto da
Videoest.

La comunità serbo ortodossa è la più antica e la più numerosa di
Trieste. Ed è anche quella che meglio si è insediata e che oggi meglio
convive nel tessuto sociale. Una comunità nata e cresciuta quando i
triestini e i serbi (allora illirici) erano concittadini dello stesso
Impero. Il film vuole descrivere questo intreccio, vuole raccontare la
vita e le storie di questi serbi-triestini. Le immagini seguono la
vita e le attività di tutti i giorni di alcune persone, serbi
immigrati, o figli di serbi nati a Trieste, coppie miste, più o meno
giovani. La telecamera li mostra nelle attività sportive, nel lavoro,
nella famiglia. Viene raccontata la loro quotidianità, cercando di
descrivere l’intreccio delle tradizioni ed abitudini serbe con quelle
della loro nuova cultura, quella italiana triestina. In un momento in
cui la necessità d’integrazione tra popoli diversi viene presentata
come un drammatico problema in tutti i paesi europei, il film vuole
descrivere un esempio concreto di integrazione riuscita, seppur con le
difficoltà e le differenze che possono nascere tra due entità
differenti.

Dopo aver realizzato nel 2017 il documentario “Trieste, Yugoslavia”,
Alessio Bozzer torna ad occuparsi di tematiche che legano Trieste ai
vicini paesi balcanici. «I triestini sono da sempre un po’ balcanici»
dichiara il regista. Nonostante il sentimento di razzismo di una parte
della popolazione, il triestino è uomo di confine, è nato dal
mescolarsi di popoli e lingue. La sua cucina non ha piatti
“tipicamente” italiani. Le sue
specialità di pesce derivano da Venezia e dalla tradizione costiera
dalmata. Mentre i piatti di carne arrivano direttamente dalle ricette
della cultura austro-ungarica e balcanica. Il gulash è piatto tipico
triestino e di tutta l’Ungheria. l cevapcici si mangiano, nelle
varianti declinazioni nel tipo di carne usata, In Bosnia, in Serbia,
in Croazia, in Slovenia e a Trieste. Claudio Magris ed Angelo Ara nel
saggio “Trieste: un’identità di frontiera” fanno notare che la città è
alla continua ricerca della sua propria “ragion d’essere”, nei
contrasti e nella loro insolubilità. Per una città del genere è quindi
di grande importanza conoscere tutte le sfaccettature della propria
identità, anche quelle create dagli altri».