Il film “L’UOMO CHE COMPRÒ LA LUNA” (Italia, argentina, Albania, 2018,
102′), commedia stralunata in forma di road movie ambientata e
prodotta in Sardegna, sarà presentato in prima visione a Trieste al
cinema Ariston nella serata di giovedì 13 giugno alle ore 20.30 alla
presenza del regista Paolo Zucca. L’appuntamento è organizzato da La
Cappella Underground in collaborazione con il Circolo dei Sardi di
Trieste.

Una coppia di agenti segreti italiani (Stefano Fresi e Francesco
Pannofino) riceve una soffiata dagli Stati Uniti: pare che qualcuno,
in Sardegna, sia diventato proprietario della luna. Il che, dal punto
di vista degli americani, è inaccettabile, visto che i primi a
metterci piede, e a piantarci la bandiera nazionale, sono stati loro.
I due agenti reclutano dunque un soldato (Jacopo Cullin) che, dietro
il falso nome di Kevin Pirelli e un marcato accento milanese, nasconde
la propria identità sarda: si chiama infatti Gavino Zoccheddu e la
Sardegna ce l’ha dentro anche se non lo sa. Per trasformarlo in un
vero sardo viene ingaggiato un formatore culturale sui generis (Benito
Urgu). A questo punto non rimane che risolvere il caso: chi ha
comprato la luna? E perché?

Scrive Paolo Zucca nelle note di regia: «Il film si pone come una
commedia d’autore, che vuole divertire e intrattenere, ma che non ha
timore di toccare le corde del dramma, né di virare verso le atmosfere
liriche e fantastiche che appartengono a pieno titolo alla dimensione
della favola. Il suo impianto drammaturgico è modulato sulle strutture
archetipiche individuate da Chris Vogler nel suo intramontabile
“Viaggio dell’Eroe”. Racconta infatti della crescita interiore di un
eroe sui generis e del suo viaggio picaresco verso la scoperta e la
riappropriazione di una cultura, di una storia e di un sistema di
valori altri.
Lo spunto drammaturgico di fondo nasce da un trafiletto di giornale
che raccontava della vendita di lotti sulla Luna da parte di una
società americana. A poche centinaia di metri dalla mia casa, sulla
costa occidentale sarda, si adagia sul mare una grande distesa di
roccia calcarea, bianchissima e piena di crateri, proprio come la
Luna. Così ho immaginato che la Luna fosse anche mia. E di tutti i
poeti, soprattutto. In un secondo momento, dopo aver scoperto quali
sorprese si nascondono tra le pieghe del diritto internazionale in
materia di spazio e corpi celesti, ho trovato la chiave di volta
dell’intreccio, che ha così assunto, nella sua apparente assurdità,
anche un fondamento di tipo legale e politico, oltre che metaforico.
Se dovessi indicare dei modelli di ispirazione artistica, indicherei
uno dei capitoli più divertenti della saga a fumetti creata da René
Goscinny e Albert Uderzo: “Asterix in Corsica”, del 1973. Perché ho
cercato di raccontare la Sardegna guardando alla sagacia, alla
leggerezza e all’inventiva con cui la coppia di autori francesi ha
saputo raccontare la Corsica».

Paolo Zucca, dopo la laurea in Lettere Moderne, frequenta la Scuola
RAI per sceneggiatori e si diploma in regia alla N.U.C.T. di
Cinecittà. Ha scritto e diretto corti, documentari e spot
pubblicitari. Il cortometraggio “L’ Arbitro” ha vinto il David di
Donatello e il Premio Speciale della Giuria a Clermont-Ferrand. Il
lungometraggio “L’Arbitro” ha aperto le Giornate degli Autori alla 70°
Mostra del Cinema di Venezia. Paolo è nato nel 1972 e vive tra la
Sardegna e Roma. “L’uomo che comprò la Luna” è il suo secondo
lungometraggio.