Arriva nel mese di aprile sul grande schermo del cinema Ariston, sala
d’essai di Viale Romolo Gessi 14 gestita da La Cappella Underground,
il progetto “Trieste Film Festival in Tour”, ideato dall’associazione
Alpe Adria Cinema in collaborazione con Lo Scrittoio, società di
promozione e distribuzione da sempre attenta al cinema d’autore e
indipendente di qualità, che si è occupata di selezionare le opere per
la rassegna che si svolgerà nelle principali città italiane (le prime
tappe in calendario sono Parma, Verona, Napoli, Trieste, Modena,
Padova, Milano, Roma e a seguire anche Firenze e Venezia). In
programma quattro appuntamenti, che all’Ariston si svolgeranno nelle
date del 9, 16, 23 e 30 aprile, con altrettanti titoli fra i più
rappresentativi e premiati della 30esima edizione del festival,
presentati in versione originale con sottotitoli italiani.

La rassegna si apre martedì 9 aprile alle ore 21.00 con il film
vincitore del TSFF “The Delegation” (Delegacioni, Albania, Francia,
Grecia, Kosovo, 2018, 77′) di Bujar Alimani, lungomentraggio vincitore
anche del Grand Prix all’ultimo festival di Varsavia, che racconta
l’estremo tentativo del regime comunista di “convincere” l’opinione
pubblica internazionale dei progressi di Tirana in tema di diritti
umani.

Si prosegue martedì 16 aprile alle ore 21.00 con “Chris the Swiss”
(Svizzera, Germania, Croazia, Finlandia, 2018, 90′) di Anja Kofmel,
documentario-inchiesta vincitore della sezione documentari del TSFF,
presentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2018,
film che anche tramite l’uso dell’animazione ricostruisce le
circostanze misteriose della morte di un giornalista nella guerra
civile jugoslava.

La serata di martedì 23 aprile alle ore 21.00 presenta il
lungometraggio “Donbass” (Germania, Ucraina, Francia, 2018, 110′) di
Sergej Loznica, film d’apertura della sezione Un Certain Regard del
Festival di Cannes 2018, valso all’autore il Premio per la Miglior
Regia, che racconta i tragici e folli eventi della guerra in atto
nella regione orientale dell’Ucraina.

Appuntamento conclusivo martedì 30 aprile alle ore 21.00 con la
proiezione del film “My home, in Libya” (Italia, 2018, 66′) alla
presenza della regista Martina Melilli, documentario vincitore del
Premio Corso Salani e passato al Festival di Locarno 2018, che
racconta la storia di italiani scappati dalla Libia dopo il colpo di
stato di Gheddafi ricostruendo memorie familiari e drammi presenti, il
colonialismo italiano di allora e la crisi attuale del Mediterraneo.

Obiettivo del progetto è far conoscere al grande pubblico
cinematografie e autori di grande valore del panorama internazionale,
accomunati da una grande libertà creativa, pur con cifre stilistiche
assai differenti, ma spesso difficili da conoscere in mancanza di una
giusta collocazione nel mercato italiano.

Come sottolinea Lo Scrittoio, “nell’attuale quadro distributivo del
cinema di qualità nel nostro Paese è sempre più importante che opere
come quelle che presenta il Trieste Film Festival – primo e più
importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa Centro
Orientale che da trent’anni funge da ponte tra oriente e occidente,
mettendo in contatto le diverse latitudini dell’Europa del cinema –
abbiano occasione per dimostrare la propria capacità attrattiva nei
confronti del pubblico. In particolare dimostrandolo a quei
distributori ormai convinti che in sala paghino soprattutto linguaggi,
autori e cast riconosciuti e riconoscibili”.